Il tempo..

(Domenica 9 settembre 2018)

Ho preso una decisione, e ho cominciato a metterla in atto.

Ho deciso che sarà un nuovo inzio. Una strada da cui non mi perderò più di vista, e dove resterò fedele a me stessa, nella totalità dei miei pensieri e dei miei “credi”.

Sto tremando, mentre scrivo queste righe..  (I wanna be “happier”…)

A dire il vero mi sento un po’ assorbita dalle canzoni di sottofondo, e mi immagino le storie raccontate nella mia testa..

E sogno, e sento che c’è qualcosa che non va in me, in questo momento… so che vorrei qualcos’altro, ma ho paura.

Eh certo, lo so.. chi non ha paura!

 

Ma come vola il tempo…..ho scritto 5 righe, nel tempo di 5 canzoni…

Ho ancora così tante cose da fare oggi..

Eppure mi sento bene qui, a scrivere queste benedette righe.. anche se mi tremano le mani, e sento un po’ anche il corpo tremare..

Ieri sera con Leo abbiamo guardato The Lake House, quello con Keanu Reeves e Charlize Theron, del 2006.. Erano tanti anni che non lo guardavo, ma tanti…

Ora è successo.

E si dice che nulla succeda per caso.

Infatti parlava del tempo.

Del tempo che vola e non ci aspetta.

Ma dice anche che a volte siamo noi che dobbiamo aspettare. Dobbiamo aspettare per vedere i nostri desideri realizzati.

Ora che lo scrivo mi sembra una gran cavolata. E chi non lo sa, questo? lo so anch’io, talmente bene!

Dio solo sa quanto ho aspettato finora, e quanto sto ancora aspettando .. senza certezza alcuna.

Ma le certezze, chi ce le ha?

Sisi, tanti corsi per autostima e super-branding e super-organization e super-mindests per “toccare le vette e non abbandonarle mai più”..

Tutte cazzate.

Siamo esseri così fragili, che basta un niente per romperci. Anche la persona più solida (mentalmente parlando) del mondo ha i suoi punti deboli. Ha quei punti un po’ crepati, che se toccati vanno in frantumi nel giro di poco..tutta la colla che li teneva uniti comincia a rompersi, ed ecco che basta un soffio di vento per sciogliere quel legame che teneva uniti quei pezzettini…

Poi, passa del tempo… e qualcuno si accorge che non serve incollarli… ma buttarli. O anche tenerli lì, per ricordo, come sopramobile. Ma incollarli non ha senso. Bisogna che impariamo a costruire qualcosa di nuovo al suo posto..

Cmq, tornando al film.. una delle cose che mi ha affascinato, perché me lo faceva leggere tra le righe, è sempre legato al discorso del tempo..

Mi sento nata nell’epoca sbagliata. Negli anni sbagliati, non so come spiegarmi..

E allo stesso tempo, mi sento “senza tempo”.

Lo so. È strano.

Ma neanche più di tanto.

Il tempo è solo un concetto inventato dall’uomo, alla fine….

 

 

E niente. Voglio scrivere. voglio scrivere per me. Forse è quello che avrei dovuto fare tempo fa. Oh, anzi…. Quello che non avrei mai dovuto smettere di fare…..

Forse è questa la mia colla, o forse sono i mattoni per ri-crearmi…

O magari sono tutte e due le cose..

Callum scott – you are the reason

Un po’ di colla per i pezzi a cui non voglio, o non posso ancora rinunciare.. e tutti gli altri, piccoli mattoncini, messi insieme uno alla volta, con la calma di un vero maestro.

Questa volta non ho intenzione di sbrigare la “guarigione” della mia anima.

Oh no.

Ho corso troppo, per troppo tempo, senza darmi il tempo di riconoscere ciò che stavo vivendo, ciò che stavo diventando..

E sono diventata ciò che pensavo di dover diventare.

E invece fanculo, no. Non sono io tutta questa. Io sono di più, anzi non lo so. io voglio di più, questo sì, questo lo so. E so che posso di più. Voglio dare di più. Mi sento sprecata.

Bebe rexa ft florida georgia line – meant to be

Chissà se però è solo questo, quello che mi sono scelta…. Chissà se il progetto che mi sono assegnata è stato proprio questo: imparare ad avere pazienza, e accettare.

Nessuno ha colpe di niente. Nessuno ci punisce, nessuno ci dà una qualche redenzione.

Siamo solo noi, gli dei nell’Idea di un Dio a cui ritorniamo ogni volta che abbandoniamo questa Terra.

 

Lay by your side – sam smith

P.S. I love you…

 

 

(Qualche ora più tardi…)

James arthur – recovery

sono le 18.41, ho appena finito di farmi le unghie..la maschera ce l’ho nei capelli (l’ho messa subito dopo il workout) e nel frattempo mi sono fatta anche le sopracciglia..

Sono scesa in palestra (dico “scesa” perché ce l’ho in garage, e abito al primo piano ^^) verso l’una e, conta una serie, contane un’altra, ho fatto circa un’oretta.

Come primo giorno dopo 3 mesi di stop, può starci. Soprattutto visto che sono ancora nei casini con la gamba.

Ci ho dato dentro? Oh sì. Specialmente considerati i nervi a fior di pelle da quando ho visto il disastro che c’era giù. Oh, e son 3 mesi che non sistemo, non 3 anni……………. Un DISASTRO. Vabe’. Sabato prossimo scenderò a sistemare tutto, l’ho già messo in agenda :)))

Dolori allucinanti, a riprese, durante l’allenamento..volevo togliere la protesi per allenarmi, ma il bisogno di vedermi sulle mie gambe è stato più forte. Così ho sopportato.

Da una settimana circa ho riportato su la carrozza, mi accompagna nei miei tragitti senza la protesi. Le stampelle sono solo un impiccio. Certo che stare seduta così tanto non fa bene, né a me né a nessun altro, neanche alla mia cellulite se è per quello :)) ma faccio del mio meglio..

Ecco.. da questo punto di vista, non mi sono mai persa….in un modo o nell’altro, ho sempre fatto tutto ciò che è stato in mio potere per non lasciarmi decadere così.

Rasoio o silképil anche in ospedale. Anche dopo qualche giorno dall’incidente, appena ho ripreso coscienza. Brutta e grassa com’ero, ma il silk épil era lì.

A volte mi mettevo pure un filo di trucco e indossavo il mio miglior sorriso, così la giornata poteva procedere.

Il fatto di non perdermi così, l’ho mantenuto anche dopo aver cominciato a convivere con Alex, anche dopo il matrimonio.. Si dice che “ci si lascia andare”, e ci si trascura..

io non mi sono persa.

Anzi. Ho cercato sempre di migliorare. E per ora, non mi sono fermata. Comunque, spero di non farlo mai, perché se lo faccio vorrà dire che sarò davvero un caso psichiatrico. E di merde e dolori ne ho visti, di tutti i tipi…….

 

Vabe’ teniam botta e andiamo a preparare la cena e a fare la doccia, che domani è Lunedì!!!

 

 

Oggi ho scritto con il cuore un po’ più in pace.

 

 

Se ti fa piacere continuare a seguirmi, iscriviti al mio blog.
Riceverai un’email quando sarà online un nuovo articolo 🙂

Vivere..

(continuazione dell’articolo precedente.. sabato 8 settembre)

Ho quasi 30 anni, e non ho vissuto veramente.

Anche se poi, cosa vuol dire “vivere” ?..

 

Ecco cosa dice Treccani…

vìvere v. intr. [lat. vīvĕre] (pass. rem. vissi [ant. vivètti o vivéi], vivésti, ecc.; fut. vivrò [ant. viverò], ecc.; condiz. vivrèi [ant. viverèi], ecc.; part. pass. vissuto [ant. visso e vivuto]; aus. essere, e in alcune accezioni avere). – 1. Esser dotato di vita, delle condizioni proprie della vita: gli esserigli organismi che vivonoche possono v., gli uomini, gli animali e i vegetali; degli animali, quelli che vivono più a lungo sono le balene e gli elefanti, tra i vegetali le grandi piante d’alto fustoSì come dice Aristotile nel secondo de l’Anima, «vivere è l’essere de li viventi»; e per ciò che vivere è per molti modi (sì come ne le piante vegetare, ne li animali vegetare e sentire e muovere,ne li uomini vegetare, sentire, muovere e ragionare, o vero intelligere), e le cose si deono denominare da la più nobile parte, manifesto è che vivere ne li animali è sentire – animali, dico,bruti –, vivere ne l’uomo è ragione usare (Dante). Con sign. più specifico (spesso contrapp. esplicitamente o implicitamente a morire), restare in vita, essere vivo, sopravvivere: il poveretto viveva ancora questa mattinaha cessato di v., è morto; mangiare per v. e non v. per mangiare (prov.); chi muore giace, chi vive si dà pace (prov.); essere stanco di v.non avere più voglia di v.; e di animali: è un cane ormai vecchio, e gli resta poco da viverea. Con precisazioni relative all’ambiente in cui la vita si svolge (per le specie vegetali e animali, v. ecologia): piante che vivono sui ruderisopra i 2000 mle specie che vivono nelle profondità del maregente abituata a v. in campagnain città, in caverneLeonardo visse a lungo a Milanoè vissuta quasi sempre in conventovive con i suoi genitori; ha vissuto tre anni dalla fidanzatala casa dove visse e morìb. Con precisazioni relative al tempo in cui si vive: il commediografo latino P. Terenzio visse nel 2° sec. a. C.gli scrittori che vissero nell’età elisabettiana. Precisando i termini estremi della vita o la durata di essa: visse dal 1821 al 1904ha vissuto settant’anni o poco più. Con un compl. di durata: visse per molti anni o semplicem. visse molti annic. Precisando il modo del vivere relativamente a fatti e condizioni di natura materiale o morale: v. tranquilloin pacesenza pensierisenza preoccupazioni; nel finale delle fiabe: … e vissero felici e contentivissero infelici perché costava di meno (Leo Longanesi); v. a sé, non com., facendo vita ritirata; v. alla giornata, giorno per giorno, senza un piano prestabilito, senza mezzi che assicurino la continuità del vivere; v. miseramentelautamenteda gran signore; Vissi al cinque per cento, non aumentate La dose (Montale); Fatti non foste a viver come brutiMa per seguir virtute e conoscenza (Dante); con riferimento a comunità umane: Viveansi in libertà le genti liete(Poliziano). d. Con un compl. che determina i mezzi di sostentamento o la provenienza di essi: popoli che vivono di cacciadi pescav. di espedientiv. del propriov. di rendita; determinando, più in partic., il tipo di nutrizione, il cibo abituale: popolazioni che vivono di risodi polenta. In usi fig., con riferimento al nutrimento spirituale: v. d’arted’amored’odiodi speranzaVissi di speme, or vivo pur di pianto (Petrarca); Voialtri pochi che drizzaste il collo Per tempo al pan de li angeli, del quale Vivesi qui ma non sen vien satollo (Dante). e. Con valore non diverso da essere o stare, in espressioni come: vivi tranquillovivi sicuro, che … e sim.: vivi tranquillo, che tanto le cose continueranno ad andare come sono sempre andatepuoi v. sicuro che non ti restituirà nemmeno un centesimoma di questo vivi sicuro che io non sarò mai lieta se io non mi veggio vendica [= vendicata] di ciò che fatto m’hai (Boccaccio); o seguito da complemento che indica una situazione: v. in ansiav. in ristrettezze. 2. Usato assol., per esprimere o sottintendere che sia realizzato il minimo almeno delle condizioni materiali e morali necessarie alla vita: hanno appena di che v.non è v. questo!; (e come risposta rassegnata: «Come stai?» «Si vive!»); lasciami v., lasciami tranquillo; non lasciar v. una persona, non darle requie; vivere e lasciar vivere, di chi fa i fatti suoi, senza esigere troppo dagli altri; un gran respiro per questo povero paese! ché non ci si poteva v. con lui (Manzoni). Con riferimento alla vita di relazione, ai rapporti che si hanno con gli altri: impara a v.!è una persona che sa vivere; e alludendo a larghe esperienze di vita e dei godimenti ch’essa può offrire: una persona che ha vissuto (in questo sign., con l’aus. avere). 3. Con un compl. dell’oggetto interno: v. una lunga vitauna vita tranquillauna vita di stenti; talvolta per indicare un’esperienza fortemente sentita: ha vissuto intensamente quelle ore di felicitàvisse momenti di angosciaricordavano le lotte che avevano vissute insieme. 4. estens. e fig. a. Con riferimento a una forma qualsiasi di sopravvivenza: chi ha bene operato, vive eterno nella stima e nella riconoscenza dei posterifisicamente ci ha lasciato, ma continuerà sempre a v. nel ricordo delle persone amateNon vive ei forse anche sotterra, quando Gli sarà muta l’armonia del giorno, Se può destarla con soavi cure Nella mente de’ suoi? (Foscolo). b. Durare, perdurare: quel ricordo vivrà sempre in mela sua memoria vive in noiun libro che vivrà, che resterà a lungo noto e apprezzato; avere forza e vigore: Qui vive la pietà quand’è ben morta (Dante); Che ’l desir vive, e la speranza è morta(Petrarca); essere animato, avere anima e vita: Vissero i fiori e l’erbe, Vissero i boschi un dì(Leopardi), secondo la mitologia classica. c. Viva!, esclamazione d’augurio, poi formula di acclamazione (v. viva!; e per le espressioni chi viva? e poi chi vive? da essa derivate v. anche chi vive?). d. Vive!, annotazione che si usa apporre sulle bozze di stampa per annullare una cancellatura o una correzione già apportata, per avvertire cioè che questa deve considerarsi non valida, e che il testo composto resta immutato. 5. Sostantivato al masch.: a. Il fatto di vivere (sinon. di vita): Se del mio viver Atropo Presso è a troncar lo stame (Parini); Sento gli avversi numi, e le secrete Cure che al viver tuo furon tempesta (Foscolo); più spesso, per indicare il modo di vivere: ti assicuro che non è un bel v. il mioe come può star bene in salute con quel v. che fa!; con riferimento non a singole persone, ma a una comunità: A così riposato, a così bello Viver di cittadini, a così fida Cittadinanza … Maria mi diè (Dante); considerata la qualità del vivere e de’ costumi di Toscana (Boccaccio); ove dorme il furor d’inclite geste E sien ministri al vivere civile L’opulenza e il tremore (Foscolo). Nell’uso ant. e poet., il fatto di continuare a vivere nella memoria dei posteri: E s’io al vero son timido amico, Temo di perder viver tra coloro Che questo tempo chiameranno antico (Dante). b. non com. Ciò che è necessario materialmente alla vita dell’uomo: il v. costa caro di questi tempila spesa del v. è notevolmente cresciuta (v. anche la forma del plur. viveri). ◆ Part. pres. vivènte, con valore chiaramente verbale, in espressioni come vivente Romolovivente ancora il padre, mentre Romolo, mentre il padre viveva; per l’uso come agg. e s. m., v. la voce. ◆ Part. pass. vissuto, anche come agg. e s. m. (v. la voce).

 

 

Beh insomma.. avete capito, no?

So che per ognuno di noi “vivere” ha un significato diverso, per non parlare delle persone di altre popolazioni, di altri culti, delle tribù africane per esempio.. che per certi versi invidio..perché vivono nella semplicità, ignare di tutta questa frenesia del mondo occidentale…

 

Avrei troppi pensieri da scrivere e non tengono il passo..le mie dita non tengono il passo..mi ci perdo dentro…la mente vaga..e improvvisamente si spegne per un rumore non gradito.

Voglio essere da sola con i miei pensieri.

Così come mi sono abituata a farlo.

Perché nessuno è stato capace di tirarmi fuori.

E lo so, sono la mia unica salvezza. Io. Nessun altro. Ma ci spero ancora.

Non sto cercando compassione. Non sto cercando belle parole. Sto cercando soluzioni. Risoluzioni. Proposte.

Che probabilmente, cortesemente rifiuterei, perché “non ti devi disturbare.. non voglio disturbare..scusami che mi hai visto così”…

 

Sono le 20.34… ora mi metto in pausa, e metto un film da guardare con Leo.. oggi l’ho fatto stare in camera sua tutto il pomeriggio.. non volevo che mi vedesse piangere e stare così male.. non volevo rispondergli..avevo bisogno di piangere un po’ per sfogarmi..e di scrivere in pace, per liberarmi ancora di più l’anima..

Ed ecco come sto concludendo queste righe…

Viva la libertà – jovanotti….. proprio. Cos’è la libertà?….

 

 

Se ti fa piacere continuare a seguirmi, iscriviti al mio blog.
Riceverai un’email quando sarà online un nuovo articolo 🙂

Scrivere mi ha salvato…

(8 settembre 2018)

Mi ha salvato da me stessa.

Con quel post su instagram, buttato lì, istintivamente. Avevo qualche paura, qualche pensiero, se farlo oppure no, tante persone che conosco lo avrebbero letto, e cos’avrebbero pensato?

Non ero sicura..

Potevo anche fare a meno di scrivere e pubblicare, potevo solo scriverlo per me, e invece no, l’ho pubblicato.. ora tutti possono leggerlo e scoprire la verità. Che sto male.

Tutte quelle foto e quei messaggi pieni di positività e gioia, andati ricoperti da una solenne tristezza che non vuole più andarsene.

La verità è che io sono anche questa. In questo momento, è una mia verità. Finché deciderò che non lo sarà più. Ma intanto, mi sto ricercando.

 

La verità è che non sto bene. La verità è che mi sento persa. Triste. Demoralizzata. Delusa. Insoddisfatta.
Ingrata.
E sono stanca.
Stanca di combattere contro i mulini a vento.
Stanca di combattere.
Mi sono sempre fatta un mazzo, eppure ho sempre ricevuto briciole.
Colpa mia? Può darsi.
Sento sempre che non sono mai abbastanza, che non è mai sufficiente ciò che faccio o come lo faccio. Sento che non mi merito di ricevere di più.
Aah! Dove mi hanno portato la solitudine, l’umiltà, l’altruismo e la pazienza……!
Da nessuna parte.
Anzi. Mi hanno portato in prima fila.
In prima fila a essere spettatrice della mia stessa vita.
Ho sempre avuto un milione di bastoni fra le ruote da togliere prima di poter dire “ok, viaggiamo”… e poi dopo 10 minuti si riempivano di nuovo, magicamente. E io mi fermavo di nuovo, e le toglievo con una sorta di “calma ma non troppo”…e avanti così, in ogni cosa…su qualsiasi strada.
E fa male.
E mi sento persa.
……….
•Per tutto questo, e tutto ciò che non ho detto qui, ma che tu sai….Ti chiedo scusa… ti chiedo perdono…
Anche se so che è troppo tardi.
•Accetto le tue scuse..Ma non ti perdonerò.
………

Faccio sempre l’avvocato del diavolo..,perché so quanto è perfetta e bastarda questa psiche…
Ma è proprio per questo motivo – perché “conosco” – che non mi perdonerò mai…
Ah, quanto vorrei spegnere questa testa…e accontentarmi davvero. Senza rimpianti.
Ma anche una botta di culo non mi dispiacerebbe😂…..”

 

Non mi interessa ricevere compassione. No, non la voglio. Non voglio messaggi e commenti del tipo “dai che ce la farai”, “dai che ce l’hai sempre fatta”..

E chi se ne frega di quelli.

Per carità, vi ringrazio del pensiero…

Ma chi se ne frega delle parole????

Minchia a parole sono bravissima anch’io! Sapeste quanti pensieri mi faccio al giorno e quanta positività butto dentro ogni santo giorno, realisti, ottimisti, reamisti.

Ho anche osato pensare in grande, e spingermi oltre al sogno..e ovviamente ho sbattuto la testa e le gambe e il cuore e la mente…ho sbattuto talmente forte che dal sobbalzo sono finita quasi sotto terra.

Ho detto quasi perché i pensieri suicidi li ho abbandonati qualche anno fa.. principalmente da quando è arrivato Leo..

Ho qualche problema? Hahahhh sì, anche più di uno :)))

Ma in questa vita, vada come vada, non mi toglierò la vita. Altrimenti sarò condannata a ripetere la stessa esperienza nelle vite successive e, per carità di Dio, una vita così mi basta e mi avanza!!!

Ma poi, la domanda mia da qualche giorno a questa parte è: perché esiste la vita? Qual è il suo senso, il suo scopo?

E no, non sto chiedendo del “mio” scopo, ma proprio della vita, in generale..

Siamo solo il “gioco” di qualcuno?…

 

A parte questo….mi sento persa.. mi sento davvero persa e ho bisogno di ritrovarmi.. ma penso che “bisogno” è anche superfluo dirlo…

Voglio trovare la mia pace, la mia strada, voglio trovare quella cosa “mia” che mi faccia stare bene e che possa fare con felicità e gioia, e che posso continuare a fare sempre…e senza milioni di bastoni fra le ruote che non riesco a districare.

Ho quasi 30 anni…. E sento di non aver vissuto veramente.

 

Se ti fa piacere continuare a seguirmi, iscriviti al mio blog.
Riceverai un’email quando sarà online un nuovo articolo 🙂