La cellulite mi ha salvato

La cellulite mi ha salvato

No, non è una bugia.

Quando ho iniziato il mio percorso “fit” (quello che ora chiamo “FinalMente in forma”) la ritenzione idrica, la cellulite e la coulotte de cheval sono stati alcuni dei motivi più.. pressanti.

Ho sempre avuto un po’ di cellulite, dopo l’incidente, per via degli anni passati sulla sedia a rotelle, in stampelle, sotto i ferri e sotto terapie. Ma dopo i mesi tra la scoperta dell’osteomielite, dell’amputazione e della lenta ripresa ancora sotto terapia antibiotica endovena, la situazione è peggiorata di moltissimo.

Quindi, dopo l’amputazione, non solo mi sono vista con una mezza gamba in meno, ma non riconoscevo più neanche il mio corpo deformato.

Mi ricordo che una sera, ad un mese circa dopo l’intervento, mi stavo cambiando per la notte. Avendo l’armadio con un grande specchio in mezzo, quando ad un certo punto ho alzato lo sguardo, l’ho vista. Saranno state le luci, ad accentuarne così la criticità, ma non riuscivo a crederci che quello era davvero il mio fondoschiena. Così grosso e pieno, sì, ma di ritenzione e cellulite.

Per comprendere il motivo di questa situazione, ho cominciato ad analizzare cos’è cambiato rispetto a prima e le conclusioni sono arrivate praticamente subito:

  1. Mangiavo pochissimo (intorno alle 700 kcal al giorno), in maniera sregolata e non sempre cibi “puliti”, poi non bevevo mai. Avevo poco appetito ed anche paura di vomitare, la terapia antibiotica era fortissima.
  2. Questa volta sono stata davvero sempre a letto e in carrozzina, perché la terapia mi faceva stare malissimo, avevo sempre nausea e la stanchezza era infinita. Dopo l’intervento si sono aggiunti anche i fortissimi dolori e l’arto fantasma che sono durati circa due mesi e da quel punto, oltre alla terapia, stress infinito per mente e corpo perché dormivo un’ora, al massimo due a notte (e di giorno nulla). Infatti, sentivo che stavo per abbandonare questo mondo, non so come spiegarti, non ero più io, non ero più presente ma insomma, non divaghiamo.
  3. Infine, la terapia stessa.

Riassumendo, l’assenza totale di attività fisica, stress, farmaci e l’alimentazione squilibrata sono stati il mix perfetto (ed immediato, direi) per avere un sedere da urlo (che si è poi esteso alle cosce). E non in senso positivo.

Quindi, che cosa ho fatto?

Ho preso una decisione. Ho deciso che era arrivata l’ora di pensare al mio corpo, di farlo tornare sano ed in formissima. Ma questa volta, per sempre.

Non volevo che fosse solo un affanno stagionale, o un cambiamento temporaneo. Volevo che fosse un cambiamento di mentalità, che mi portasse a cambiare davvero il mio approccio all’attività fisica.

Volevo trovare qualcosa che avrei potuto fare sempre, in qualsiasi momento, a qualsiasi ora e in qualunque condizione (personale ed esterna), perché dovevo farlo con le mie possibilità – fisiche, economiche e di tempo.

Così, cercando e scovando, ho trovato il fitness & body-building.

Da quando ho iniziato, non ho più smesso.

Sapevo che l’attività fisica era importante, ma prima di allora lo facevo molto saltuariamente, o per brevi periodi.

La cellulite mi ha salvato.

È stata la molla che ha fatto scattare il mio desiderio di stare bene, di rimettermi in forma, ma soprattutto di trovare quel qualcosa che mi avesse permesso di essere costante.

È stata la molla del mio cambiamento di mentalità.

“Ma alla fine, sei riuscita a sconfiggere la cellulite?”

Non ancora, anzi per certi versi è peggiorata perché si sono susseguite altre terapie e ricoveri, ma ho fatto passi importanti. Avevo deciso che non mi sarei fatta buttare giù da eventuali ostacoli, impedimenti, rallentamenti o quant’altro. Sono sotto terapia anche ora, ma tengo duro. ^_^

So che i risultati, per piccoli che siano, sono meglio di zero.

Ma soprattutto, ora mi alleno per tutto il benessere che mi dona l’attività fisica. Mi alleno per la mia salute, fisica e mentale.

Se devo essere onesta, la palestra ha cambiato la mia vita e mi ha insegnato ancora di più la resilienza.

Ho dovuto conoscere una nuova me, capire e trovare i nuovi equilibri, le nuove dinamiche del mio corpo e per questo ho studiato tanto e fatta altrettanta esperienza.

Ho smesso di trovare scuse e in cambio ho cercato soluzioni. Ho provato ad andare in palestra, a farmi seguire dagli istruttori in sala. Ho cercato poi dei personal trainer, ho pensato che mi potessero seguire meglio ma niente. Erano tempo e soldi sprecati.

Alla fine, l’unica soluzione rimasta a disposizione, è stata quella di approfondire (perché una buona base ce l’avevo già, avevo iniziato verso i 17 anni a studiare meglio “come siamo fatti”, mente e corpo) le conoscenze sull’anatomia, sulla biomeccanica e sull’endocrinologia e infine con l’auto-osservazione e l’auto-ascolto. Questo mi ha permesso di trovare gli esercizi più idonei, quelli che potessero rispettare le mie nuove esigenze e i modi più opportuni per svolgerli, affinché fossero efficaci ed efficienti. Ma non solo, li ho dovuti adattare anche ai mezzi che avevo a disposizione (perché poi mi sono creata una piccola palestra in casa, dato che ero spesso ricoverata o senza protesi e quindi l’abbonamento in palestra lo pagavo inutilmente).

Certo, non immaginatevi che avevo una casa immensa o con un’extra stanza da adibire alla palestra. No. Avevo semplicemente smontato il soggiorno e rimpiazzato con “l’area giochi”. Poi l’ho spostata in garage, ma al tempo, il bimbo era ancora piccolo, io ero spesso sulla sedia a rotelle e non potevo di certo lasciarlo da solo in casa. Così facendo, non solo ce l’avevo sott’occhio ma anzi, è stato un modo per coinvolgere anche lui.

La cellulite mi ha salvato, perché a febbraio del 2016 ho fatto due promesse a me stessa:

la prima, la più importante, che avrei accettato i miei tempi, senza pretendere tutto e subito.

La seconda, che non avrei mai più mollato l’attività fisica.

Certo che l’aspetto fisico mi interessa, sarei un’ipocrita ad affermare il contrario. In palestra mi alleno per rimanere in salute, attraverso le differenti modalità di approcci agli esercizi, ma anche per raggiungere una forma fisica sempre migliore.

Ma qui non è la meta a fare la differenza, bensì il viaggio.

Oggettivamente parlando, per le mie condizioni ed i mezzi che ho a disposizione, i risultati sono alti, perché li sfrutto al meglio. Agli occhi degli altri, che non conoscono il mio viaggio, i miei risultati possono risultare mediocri. Le ragazze e le donne (non amputate) che ho consigliato su allenamenti e nutrizione hanno avuto in un mese e mezzo i miglioramenti che io ho avuto in quattro. Altre ancora, dopo tre-quattro anni di allenamenti hanno un fisico davvero spettacolare, mentre io sembra che mi alleni da appena sei mesi circa.

Le mie possibilità sono queste, quindi accetto quello che non ho modo di cambiare, ma non smetto di lavorarci su, con quello che ho.

Se vuoi davvero cambiare, troverai soluzioni. Non scuse.

Qualche anno fa avevo un sito web dedicato al fitness e al benessere, con tanti articoli “scientifici”, ma nel tempo mi sono accorta che mancava qualcosa: l’ottica giusta, la mentalità giusta per comprenderlo. Lo sguardo d’insieme. Quel qualcosa che potesse far scattare la motivazione in chi legge.

Ora sono qui, per portare sì la scienza in tavola e in palestra, ma anche per raccontarti la mia esperienza e quello che rappresenta questa trasformazione, questo cambiamento a 360 gradi, il “dietro le quinte” di un percorso del genere. Che per te possono essere spunti di riflessione, cambi di prospettiva e magari un po’ di ispirazione.

Perché il primo passo per rinascere, per migliorare se stesse, la propria vita e la propria salute, è avere il mindset giusto.

La conoscenza della materia ha forgiato il mio mindset. E’ stata fondamentale per non brancolare nel buio, per avere consapevolezza di ciò che stavo facendo e del perché lo stavo facendo. Capire come funzionano il  nostro corpo e la nostra mente mi hanno aiutato a non smettere più e a non perdere mai la motivazione.

Ora sono qui, per raccontarti tutto ciò. Perché so che anche tu vuoi stare davvero bene con te stessa, vuoi ritrovare la tua serenità e il tuo benesere, e vuoi sentirti rinascere. Perché so che se ce l’ho fatta io a stare bene ed essere felice di me stessa, lo puoi fare anche tu. E perché so, che tu con la metà della fatica che ci ho messo e ci sto mettendo io, tu puoi raggiungere il doppio dei risultati. Devi solo avere pazienza ed ascoltarti. Io, dal mio canto, ti darò tutti gli strumenti e le informazioni di cui hai bisogno per forgiare il TUO mindset vincente.

Non pretendo di cambiare la tua vita, non potrei mai pensare una cosa del genere. Tu sei l’unica che può farlo. Ma in qualche modo sento di dover condividere con te un po’ della mia forza e delle mia mia conoscenza, che potranno farti risparmiare tempo e brutte esperienze.

In cambio, ti chiedo solo una cosa. No, non ti chiedo di iscriverti al blog, neanche di mettere “mi piace” ai miei articoli o di condividerli, o di seguirmi su Instagram, sulla pagina Facebook e via dicendo. Non perché questo non mi faccia piacere, anzi, mi fa capire che i miei contenuti sono apprezzati e questo non può che rendermi felice.

No, io ti chiedo un’altra cosa, la più importante di tutte le cose che potrei mai chiederti: di avere pazienza con te stessa.

A presto,

Non perderti i prossimi articoli:

  • domani: “Le curve giuste al punto giusto: solo con i pesi”
  • estEticaMente – la rubrica del giovedì: Come combattere la cellulite: tra mito e realtà”

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