Un posto nel mondo

Un posto nel mondo

( questo è un sequel. La prima parte la trovi qui)

pensieri del 27 febbraio 2019

Forse la mia strada l’ho già trovata. Il mio sogno. Quello che non ha mai smesso di pulsare, sin da quando ero bambina.

Mi domando perché l’ho zittito. Perché l’ho fatto, per così tanto tempo. Perché ho smesso di assecondarlo?
Forse perché ritenevo che tutto il resto avesse la priorità.

Certo, ma quel “tutto il resto” comprendeva anche un bambino piccolo, super energico che ne faceva quanto due. Ed anche ora, se è per quello..ma non voglio divagare troppo, ora.
Da quando ho smesso, quindi?
Da circa 8 anni e mezzo, da quando è arrivato lui, il mio leoncino. Mi sono fatta prendere dalla “realtà”, dimenticandomi di me e ignorando i segnali che la mia anima continuava a mandarmi..

Ma “ora” questo sogno si è fatto sentire, in modo irruente e impetuoso.
E non a caso, quando è l’anima a governare le nostre azioni, i nostri pensieri ed le nostre parole, tutto quanto prende forma. La forma che vogliamo, che sentiamo dentro. E diventa progetto.
Perché alla fine, l’essenza viene sempre a galla..


È l’una e ventitre del mattino. Da ieri mattina, quando mi sono svegliata, mi sono accorta che c’era un’aria strana, particolare, che stava comunicandomi qualcosa. Mi ero anche ricordata il sogno che avevo fatto, cosa che non succedeva da quasi un anno.
Com’era questo sogno? Beh.


Ho sognato me che stavo dormendo e mentre ero nel dormiveglia (sempre nel sogno) mi ripetevo continuamente: “Ti devi svegliare ora.. Ti devi svegliare ora.. Ti devi svegliare ora……Ti Devi Svegliare Ora!”

Ok. Questo è stato l’inizio.


Così ho aperto gli occhi, ho guardato alla mia sinistra e ho visto lui che dormiva e poi mi sono accorta che c’era anche Leo in mezzo. E le prime due cose che ho pensato sono state “ cavoli, quanto mi dispiace che il caffè non è già pronto” e “cucciolo mio, sei venuto tra mamma e papà per sentirci più vicini..”.

Vi confesso, sono parole che non ho detto a nessuno. Non sono tanto brava a parlare. Mi piace scrivere, però, quello sì. Ma “piace”,…è poco detto.

Insomma. Sono scesa dal letto, in carrozza, perché volevo dare ancora un attimo di respiro al moncone, ho preso il mio caffè, che Alex nel frattempo aveva preparato perché si era svegliato insieme a me e poi invece di uscire, abbiamo deciso di finire di sistemare in casa (nel corso della settimana avevamo tolto il rosso dal soggiorno e pitturato tutto di bianco. Bianco pulito, libero, luminoso).

Mentre sorseggiavamo il caffè, gli ho raccontato il mio sogno.
“Sai, non so se è solo un caso…
Cioè io ho dei sogni, ma non so come farli avverare! Il lavoro mi serve, ok, ma io voglio fare qualcosa di mio, per me, qualcosa che nasce da me! Ho tante di quelle idee in testa, che tra poco credo che mi scoppierà! Ho idee per il mio canale YouTube, per fare foto, per i post, per collaborazioni.. e sono tutte cose che sento profondamente dentro come Mie, che posso esprimere davvero ciò che penso e ciò in cui credo! E so che potranno essere d’aiuto a tantissime persone! E poi il libro.. ma quale libro, ho idee per mille libri che voglio scrivere!”
“E allora fallo. Comincia.”
“Ma quando cavolo lo trovo il tempo, con tutte le cose da fare, con me che a fine giornata mi girano gli occhi nella testa dalla stanchezza??”
Silenzio.
“Lo so, devo trovare un modo per dedicarmi al mio sogno. Lo devo fare. Per me.”
E ci siamo alzati, e cominciato a sistemare.
Nel frattempo lui è uscito con il bambino a vedere i carri di carnevale in piazza qua ad Arcole ed io ho preferito rimanere a casa a finire di sistemare. Sì, anche perché in stampelle non mi andava molto di farlo, visto che il moncone mi aveva fatto piangere un oretta prima.
Già, con tutta la buona volontà, ho tentato e ritentato di sistemare la protesi in un modo e nell’altro affinché non mi facesse più così male, ma niente da fare. Alla fine sono crollata, invocando tutti i demoni e i santi, e poi.. in un pianto per terra, dietro la porta di camera nostra. Poi mi sono rialzata, ho ritentato di nuovo, mi sono arresa alla sedia e ho continuato i mestieri.
Ho ricollegato i cavi delle casse al notebook e mi sono messa su YouTube una playlist che mi confortava e che cantavo a squarciagola.

Dopo un po’ sono rientrati anche gli ometti, e abbiamo mangiato la cena. Alex mi ha vista assente.
“Cos’hai, amore mio?”
Niente.
E un altro boccone.
“Amore mio, cosa succede?”
“Niente, amore.”
Finisco di mangiare, prendo la solita vitamina D e gli Omega 3, e mi allontano un po’. Vado dall’altra parte del tavolo, ma non riesco ad uscire dalla cucina.
“Mi sento in ansia! Ho un ansia dentro, pazzesca. Tutte queste ore che volano così, come niente fosse, sono già le otto..”
“Amore, che succede?”
“Papà! La mamma ti ha detto che si sente in ansia!”

Poi mi allontano un altro po’ e finisco tra la porta del soggiorno e la tivù, cambio canale e lascio Fantozzi.
Mai guardato, quella era la prima volta. E mi ha fatto un po’ tristezza, un po’ pena e un po’ ansia. Siamo proprio dei robot.
Leo e Alex, che nel frattempo avevano finito anche loro di mangiare, ridevano di sottofondo alle scene.

Doccia al bambino, che stranamente è stato più svelto del solito, ho tagliato velocemente tutte le unghiette delle mani, dei piedi, pulito le orecchie mentre Alex gli asciugava bene i capelli e poi il bacio della buonanotte.
“Amore, mettiamo un film?”
“Sì “
“D’azione, ti va”
Sapeva già la risposta. Ma stavamo finendo la sigaretta e quando lui fa per andare in soggiorno a cambiare il film, gli dico:
“Amore, lascia il tuo. Io mi leggo un libro, mentre tu ti guardi il film. Mi metto dalla parte della lampada e tu dalla mia”.
“Va bene amore”.

E quel libro, per me, è stato proprio una Mulher del Abraço. (Capitolo del libro di Fabio Volo, “Un posto nel mondo”). Finalmente, dopo tanto tempo, ho trovato risposte che cercavo. E ho letto subito tre quarti del libro, dopodiché il mio “istinto conservativo” ha preso il sopravvento. All’indomani alle 8 sarei dovuta presenziare fresca come un fiore in ufficio.
Anche se poi…sinceramente…..avrei voluto godermi un altro po’, quel libro…..

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