Chiamare la mamma: semplice, no? Eppure….

Chiamare la mamma: dovrebbe essere semplice, no?

Alzi la mano chi chiama -la propria mamma, nonna, zia preferita o papà- quanto dovrebbe.

Ti senti un po’ in colpa, vero? Ma no, il mio intento non è farti sentire così.

Mi rendo conto che non è possibile restare sempre in contatto con tutti, anzi, lo so bene io e lo sai bene anche tu quanto è difficile fare anche “quella chiamata a mamma”. Che brutto, vero?

Eppure siamo così. Siamo così presi dalla nostra quotidianità, dai nostri impegni, dalle corse e dalle mille cose da fare che ci scordiamo di rimanere in contatto con le persone a cui…vogliamo bene! Certo che anche gli orari non aiutano, tra lavoro, appuntamenti e impegni vari, farli combaciare per riuscire a sentirsi diventa ardua. Eppure, si dovrebbe fare. Più spesso.

I rapporti umani, sentiti e disinteressati, non devono cessare di esistere. Viviamo nell’era del 3.0, in cui l’intelligenza artificiale sta prendendo piede in modo sempre più invasivo.

Non sono contro la tecnologia o contro il progresso, anzi, li sostengo e li favorisco. Ma il nostro lato umano, fatto di sentimento e tenerezza, quello perché dovrebbe regredire?

Fateci caso: siamo sommersi di “socials” che ci “mettono in contatto” con amici e parenti lontani mille miglia. E quelli che sono “vicini” a noi? Li salutiamo sempre sui “socials”.

Ed i nostri figli?

Abbiamo il dovere, abbiamo la responsabilità di far loro capire che la tecnologia è una cosa meravigliosa, utile e proficua, ma che nessuna tecnologia potrà mai sostituire le persone, gli scambi interpersonali diretti e le emozioni della condivisione.

Pensa a quanto ti divertivi tu anni fa, quando non c’era “tutta questa tecnologia”.. Pensa a quante esperienze sane e genuine hai coltivato e ora ti stai portando dietro, in angoli della tua memoria..

Tuo figlio non si merita di vivere queste emozioni?

Invece di aprirci al mondo, ci stiamo rinchiudendo su telefoni, pc e tablet.

Dobbiamo coltivare rapporti, amicizie..e non solo apps.

Sempre di corsa, ma Ricordati che siamo fatti di Sentimenti.

Come possiamo restare in contatto con le persone a cui teniamo di più? Come possiamo fare, per non “scordarci” più di loro?

È triste, ma vero. Magari il nostro pensiero, durante il giorno, va in quella direzione, ma quando? Mentre siamo in riunione, in una conferenza, o mentre stiamo facendo la spesa, stendendo il bucato o mentre siamo al corso di acquagym? È inutile. L’altra persona non sa nulla. Non sa che l’abbiamo pensata.

Quante volte ti è capitato di metterti a letto la sera, tardi e ricordarti che anche oggi non hai chiamato la mamma, o la nonna, o la tua zia del cuore?

Ok magari siete “amici” anche su Facebook e vi scambiate like e commentini, ma nulla sostituisce il messaggio privato, l’SMS o anche Whatsapp (per non parlare della telefonata vera e propria..)

Oppure dimmi, quante volte ti sei sentita/o una brutta persona quando la tua nonna o zia preferita ti chiama e ti dice “ciao, come stai, è tanto tempo che non ci sentiamo..

Quante volte non ti è quasi venuto da piangere, perché sai che non meritava di essere ignorata per così tanto tempo? Perché tu ci tieni a lei, e le vuoi bene, ma .. ti sei fatta/o prendere da tutti i tuoi impegni e non ti sei proprio accorta/o di com’è volato il tempo e neanche ti sei resa/o conto che magari son passati sei mesi, o un anno dall’ultima volta che vi siete sentite ma semplicemente già non sapevi come fare a portare a termine tutti gli impegni, figuriamoci anche a pensare ad altre cose………….

Ora ti dico un’altra cosa. È questione di Priorità.

È questione di ri-imparare a mettere le persone importanti della tua vita, in cima alla tua lista.

Imparare ad apprezzare e conservare i rapporti umani, soprattutto quelli che “valgono”, che per te sono importanti e Meritano uno spazio nella tua agenda – perché hanno già un posto nel tuo cuore.

Dei modi per ovviare a questo sentimento spiacevole, ci sono (perché alla fine, di sentimenti stiamo parlando, che sia d’affetto, amore, amicizia o ammirazione non fa alcuna differenza). Ora ti mostro due opzioni, che si basano su due concetti differenti e che avranno lo stesso risultato, ma il percorso-processo per realizzarli è diverso nei due casi.

  • La prima opzione.

È quella con il risultato più sicuro ed immediato nel breve termine. Potresti segnartelo in agenda: fatti un promemoria, esattamente come faresti con un qualsiasi appuntamento o impegno preciso. Non conosci gli orari del giorno della persona? Non ha importanza. Alla fine del giorno, basterà un “ciao, ti stavo pensando”.

  • La seconda opzione.

Questo secondo punto, è quello che preferisco di più. Perché se sto parlando di persone a cui voglio bene, mi sento “in colpa” dovermi segnare in agenda “scrivi a mamma”, “chiama la nonna” ecc ecc.

Non mi sembrava giusto doverle ridurre ad un semplice “dovere” del giorno, perché le persone che meritano più attenzione da parte mia, Meritano di essere più di un semplice “dovere” da rispettare.

Le persone, in generale, meritano di sapere che sono apprezzate da noi per qualcosa.

Cosa e come fare, allora?

Esistono delle parole speciali. Delle parole che ci toccano. Delle parole che, in una certa maniera, scavano dentro di noi, evocano un sentimento e creano consapevolezza.

In particolar modo, ora, mi riferisco alla parola “impegno”.

L’impegno inteso non come “appuntamento” o “dovere”, ma come atteggiamento comportamentale.

Nel caso della “chiamata a mamma”, l’idea di base è cambiare il mio comportamento: non voglio che sia un dovere, bensì ricordarmi e ricordarle quante le voglio bene e che lei si merita il mio tempo e la mia attenzione.

Voglio cambiare il mio atteggiamento nei confronti di quest’azione che ho da compiere. Perché le persone a cui tengo di più, che amo, che mi hanno ispirato o mi hanno aiutato in un certo periodo della vita meritano di avere la mia attenzione, meritano di essere ricordate e che venga loro ricordato che per me sono, o sono state importanti.

Queste persone Devono avere una priorità, nella nostra vita, perché se sono (state) importanti, significa che hanno (avuto) un certo impatto nella nostra vita.

Facciamoci sentire.

Le “nostre persone” sono importanti. Perciò, Devono & Meritano di ESSERE UNA PRIORITA’.

Ma come cambiare mentalità su una cosiddetta “to do list”, che non vogliamo più che sia una nuda e cruda “to do list”?

Come dicevo prima, le parole che scegliamo sono importanti, perché evocano in noi sentimenti e sensazioni diverse: l’essere umano tende a rifiutare e a respingere le sensazioni sgradevoli.

Ora leggi lentamente e attentamente queste frasi:


“Mi sono impegnata al massimo per chiamare la mamma?”

&

“Ho fatto del mio meglio per chiamare la mamma?”


Come ti sembrano? Che sensazioni hanno suscitato in te?

Siamo esseri umani e siamo fatti per ricercare piacere, provare emozioni che innalzano e/o cullano il nostro ego.

La prima frase evoca il sentimento di un dovere e, facendo il “dovere” parte di un sentimento non gradito dal nostro ego, tenderemo a sfuggirgli. Magari per qualche giorno, qualche settimana potrà funzionare, per farci agire più nell’immediato, ma non aumenterà la nostra consapevolezza, perché non rientra nella lista delle cose che al nostro essere fa piacere, poiché lo sente ancora come “dovere”. E se non diventa consapevolezza, non riusciremo a cambiare la nostra mentalità.

Non solo. “Mi sono impegnata al massimo per..?” può suonare troppo ambizioso e non tutti abbiamo una capacità innata di rispettare i nostri impegni. Perciò, a lungo andare, compilando giorno dopo giorno “no..no..no..” ci farà sentire ancor più delle “brutte persone”, incapaci e insensibili. Risultato? Ben presto molleremo.

“Ho fatto del mio meglio per chiamare la mamma?”

Che cos’ha la seconda frase, che si rivelerà efficiente ed efficace?

  1. Un suono più dolce, più fluido e grazioso. È un elemento semplice, quasi insignificante, ma ripetuto tutti i giorni, farà la differenza. Pensa, ad esempio, ad un timbro di voce che ti sta antipatico, o ad una canzone che non ti piace: non la riascolteresti volentieri, vero?
  1. Punto 2. Evoca il sentimento di una “possibilità”. Siamo esseri umani e come tali, sbagliamo. Spesso. Perciò, sapere che abbiamo la “possibilità” di rimediare, ci culla, ci fa sentire al sicuro. E a lungo andare, a lungo termine, migliorerà anche il rapporto con noi stessi, poiché migliorerà la nostra autostima. Come? Semplice: perché essendo una cosa che “ci piace fare”, tenderemo ad impegnarci di più. Impegnandoci di più, avremo più risultati. Quindi, vedendo nero su bianco i nostri progressi, i nostri risultati, ci sentiremo “bravi” e ciò si tradurrà automaticamente in una maggiore autostima. Da qui, un altro punto a favore: migliorare il rapporto con se stessi, significa anche migliorare il rapporto con gli altri, sentendoci più “buoni” e più “desiderosi” di contatto.

Ora che abbiamo scelto le parole più importanti per formulare la domanda a noi stesse, rimarrebbe solo che rispondere, giusto? “Sì” o “no”.

Ebbene, non è così semplice.

Rispondere con un Sì o No secco, non riprodurrebbe alcun sentimento. Darebbe comunque l’impressione di  una mera to do list da spuntare.

E noi, qua, i sentimenti li vogliamo! Perché ciò che noi vogliamo fare, è cambiare il “sentimento”, la “sensazione” che abbiamo nei confronti dell’azione da compiere. Ma soprattutto nei confronti delle persone che subiscono l’effetto della nostra azione: vogliamo che la mamma si senta apprezzata, quando la chiamiamo. Vogliamo che Senta che l’abbiamo Voluta chiamare, non che si senta lei un peso che l’abbiamo Dovuta chiamare. (Volere e Dovere usano, in primis, toni di voce diversi per parlare..e ci accorgiamo tutti quando una persona non ha voglia di parlare)


Le “nostre persone” meritano di sapere che sono Importanti.


Quindi, come risponderemo alla nostra domanda?

Riprendendo il discorso sulla “possibilità” di rimediare, di migliorare, come possiamo valutare noi stessi, come possiamo valutare e quantificare il nostro impegno, per sapere quanto migliorarci?

Ti è già venuto in mente qualcosa, ci scommetto.

Esatto. Ci assegneremo un punteggio, da 1 a 10. In questo modo potremo facilmente tenere traccia dei nostri progressi (o anche regressi) e altrettanto facilmente riusciremo a proseguire nel nostro intento.

Viviamo in un mondo talmente frenetico, che ci dimentichiamo delle cose che sono realmente importanti. Delle persone che sono realmente importanti.

Non perdiamoci. Restiamo in contatto, con un contatto più sentito. Più sincero. Più “vero”.

Perché alla fine, chi cerchiamo, a chi pensiamo quando vogliamo condividere qualcosa della nostra vita?

Chi amiamo, ci ha fatti stare bene o ci ha insegnato qualcosa di importante.

Ho fatto del mio meglio per… ?

Le “nostre persone” meritano tanto. Credo così profondamente che le nostre persone siano talmente importanti nella vita di ognuno di noi, che ho usato ben 3 giorni del mio tempo per raccontarti l’amore e la possibilità di renderlo più vivo in questo articolo.
E sono sicura che anche tu hai le tue persone a cui vuoi ricordare che ci sei. .

Ora fatti avanti anche tu. Mostra il tuo affetto, il tuo apprezzamento. Loro lo meritano.

E TU PUOI ritagliarti un minuto al giorno per diventare più gentile e cambiare il mondo. Anche il tuo, mondo…

Ora, se sono riuscita a risvegliare in te il desiderio di stare meglio e di far stare meglio le persone a cui vuoi bene, o che senti ti abbiano ispirato nella vita, iscriviti al mio blog e scarica subito la tua domanda più bella!


  • E’ semplice, veloce, gratuita. La semplicità è la chiave.
  • Stampala e trovale un posto speciale nella tua agenda. (Potrai ristamparla ogni volta che vorrai.)
  • Potrai segnarti la tua domanda più importante. E’ precompilato con “Ho fatto del mio meglio per..” e troverai lo spazio per completarla. La mia frase, ad esempio, dice “Ho fatto del mio meglio per scrivere ad una persona cara? Mostrare il mio apprezzamento, il mio affetto?”
  • Il modulo è impostato su 12 settimane, suddiviso settimana per settimana.
  • Puoi cominciare a fare la differenza, oggi stesso!

E ti aspetto tra qualche settimana a raccontarmi la tua esperienza!

“Quando ti chiedo come stai?.., lo intendo davvero..”

#genesis3punto0
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