La lingua del rispetto.

Ciao! Mi chiamo Andreea Lozinca, ho 28 anni e sono …

Cosa sono? Tante cose.

Innanzitutto ho capito che sono una Donna. No, non sono e non ero un ermafrodita e neanche un uomo che ha deciso di cambiare sesso. Ve lo spiegherò meglio, in altro momento, magari in altro contesto. È stata una lunga ricerca che neanche sapevo di svolgere, fin quando, un giorno, tutto risuonò e risonò nella mia Anima.

La seconda cosa, sono rumena. Sono nata in Romania e trasferita in Italia quando avevo 12 anni. È una parte di me che mi sono resa conto che stavo nascondendo. Perché? Perché quando sono arrivata qui e ho cominciato la scuola, ho sentito le differenze negli occhi di chi mi guardava. E io non volevo essere diversa. Ero solo una ragazzina bisognosa di amici e di affetto.

Con il tempo, crescendo, questa differenza l’ho vista accentuarsi sempre di più. “Le straniere, soprattutto le donne dell’Est, sono troie.”In tanti sensi, in tanti termini. (Mi scuso se ho urtato la sensibilità di qualcuno, usando questo “vocabolo così volgare”).  “Gli stranieri, soprattutto una maggioranza tra cui i rumeni, sono dei ladri e dei malfattori.” Per me, questa mentalità e questo modo di vedere le cose, mi devastavano dentro.

Perché si fa sempre di tutta l’erba un fascio?

perché imparare una lingua

 

Come quando hai una giornata davvero pesante, e magari anche due o tre a seguire così e dici: “Che vita di merda”. Ho nascosto questo lato di me, ogni volta che potevo, al meglio che potevo. Una cosa che ho sempre odiato, però, perché per me il rispetto è alla base di tutto, è quando incontravo miei connazionali – in spazi pubblici – e si mettevano a parlare in rumeno. Ecco. Io mi sentivo a disagio per le persone che c’erano intorno e ci sentivano parlare. E non capivano un emerito niente. Ed eravamo nel loro paese. Avevamo deciso Noi, di venire qui, nessuno ce l’aveva imposto. Allo stesso modo, a me dava fastidio e mi sentivo mancata di rispetto quando invece erano gli altri stranieri a farlo, chi indiani, marocchini, albanesi o da qualsiasi altra parte del mondo, che non fossero turisti. Posso e capisco tutte le ragioni per cui uno può farlo, ma in pubblico no, vero? Ritroviamoci a casa nostra e lì possiamo parlare in qualsiasi lingua noi vogliamo.

E quali potrebbero essere queste ragioni, che ci “impediscono” di parlare a lingua del paese in cui viviamo? Ve le dico io, da straniera, perché magari non tutti ne hanno idea.. Ci sono varie casistiche:

  1.  Xyz è appena arrivato e ancora non conosce la lingua.
  2. Xyz è qui, ma è solo di passaggio. Si ferma per quel paio di mesi, 2, 3, o 10 e poi se ne torna a casa.
  3. Xyz è venuto in visita
  4. quest’ultimo caso è quello che più mi fa rabbia: Xyz è qui da diversi anni, ma non ha mai imparato la lingua, se non qualche parola e gesto per farsi capire. E qui apro una piccola parentesi. Nessuno dice che bisogna conoscere la lingua alla perfezione. Non tutti sono andati qui a scuola a studiare e non tutti hanno l’orecchio per le lingue straniere. Ma da qui al non saper formulare frasi di tutti i giorni, con parole che si usano spesso, no. Questo mi rattrista e mi fa rabbia.

Mi sentivo a disagio. Perché quando gli italiani ci guardavano era come se sentissi i loro pensieri: “Madonna, stranieri. Ma perché non imparano la lingua, visto che han voluto venire qui?” Un altro motivo per cui mi sentivo a disagio, era perché se con loro (i miei connazionali) avessi parlato in italiano, mi avrebbero presa per quella che fa la superiore, l’intelligente di turno, o per quella che si è scordata la sua lingua e da dov’è venuta. Allo stesso modo, giro la frittata dall’altra parte: gli italiani che vivono all’estero e non parlano la lingua del paese di domicilio.

 

Per me, resta una questione di rispetto.

Però, viviamo in un paese libero.

To be continued.

Sono curiosa di sapere la vostra opinione al riguardo e valutare opzioni che non ho citato sopra. (Resta superfluo aggiungere che mi piacerebbe sentire il parere di ambedue le parti. E resta comunque valida anche l’opzione di cambiare atteggiamento;)

 

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