Vivere..

(continuazione dell’articolo precedente.. sabato 8 settembre)

Ho quasi 30 anni, e non ho vissuto veramente.

Anche se poi, cosa vuol dire “vivere” ?..

 

Ecco cosa dice Treccani…

vìvere v. intr. [lat. vīvĕre] (pass. rem. vissi [ant. vivètti o vivéi], vivésti, ecc.; fut. vivrò [ant. viverò], ecc.; condiz. vivrèi [ant. viverèi], ecc.; part. pass. vissuto [ant. visso e vivuto]; aus. essere, e in alcune accezioni avere). – 1. Esser dotato di vita, delle condizioni proprie della vita: gli esserigli organismi che vivonoche possono v., gli uomini, gli animali e i vegetali; degli animali, quelli che vivono più a lungo sono le balene e gli elefanti, tra i vegetali le grandi piante d’alto fustoSì come dice Aristotile nel secondo de l’Anima, «vivere è l’essere de li viventi»; e per ciò che vivere è per molti modi (sì come ne le piante vegetare, ne li animali vegetare e sentire e muovere,ne li uomini vegetare, sentire, muovere e ragionare, o vero intelligere), e le cose si deono denominare da la più nobile parte, manifesto è che vivere ne li animali è sentire – animali, dico,bruti –, vivere ne l’uomo è ragione usare (Dante). Con sign. più specifico (spesso contrapp. esplicitamente o implicitamente a morire), restare in vita, essere vivo, sopravvivere: il poveretto viveva ancora questa mattinaha cessato di v., è morto; mangiare per v. e non v. per mangiare (prov.); chi muore giace, chi vive si dà pace (prov.); essere stanco di v.non avere più voglia di v.; e di animali: è un cane ormai vecchio, e gli resta poco da viverea. Con precisazioni relative all’ambiente in cui la vita si svolge (per le specie vegetali e animali, v. ecologia): piante che vivono sui ruderisopra i 2000 mle specie che vivono nelle profondità del maregente abituata a v. in campagnain città, in caverneLeonardo visse a lungo a Milanoè vissuta quasi sempre in conventovive con i suoi genitori; ha vissuto tre anni dalla fidanzatala casa dove visse e morìb. Con precisazioni relative al tempo in cui si vive: il commediografo latino P. Terenzio visse nel 2° sec. a. C.gli scrittori che vissero nell’età elisabettiana. Precisando i termini estremi della vita o la durata di essa: visse dal 1821 al 1904ha vissuto settant’anni o poco più. Con un compl. di durata: visse per molti anni o semplicem. visse molti annic. Precisando il modo del vivere relativamente a fatti e condizioni di natura materiale o morale: v. tranquilloin pacesenza pensierisenza preoccupazioni; nel finale delle fiabe: … e vissero felici e contentivissero infelici perché costava di meno (Leo Longanesi); v. a sé, non com., facendo vita ritirata; v. alla giornata, giorno per giorno, senza un piano prestabilito, senza mezzi che assicurino la continuità del vivere; v. miseramentelautamenteda gran signore; Vissi al cinque per cento, non aumentate La dose (Montale); Fatti non foste a viver come brutiMa per seguir virtute e conoscenza (Dante); con riferimento a comunità umane: Viveansi in libertà le genti liete(Poliziano). d. Con un compl. che determina i mezzi di sostentamento o la provenienza di essi: popoli che vivono di cacciadi pescav. di espedientiv. del propriov. di rendita; determinando, più in partic., il tipo di nutrizione, il cibo abituale: popolazioni che vivono di risodi polenta. In usi fig., con riferimento al nutrimento spirituale: v. d’arted’amored’odiodi speranzaVissi di speme, or vivo pur di pianto (Petrarca); Voialtri pochi che drizzaste il collo Per tempo al pan de li angeli, del quale Vivesi qui ma non sen vien satollo (Dante). e. Con valore non diverso da essere o stare, in espressioni come: vivi tranquillovivi sicuro, che … e sim.: vivi tranquillo, che tanto le cose continueranno ad andare come sono sempre andatepuoi v. sicuro che non ti restituirà nemmeno un centesimoma di questo vivi sicuro che io non sarò mai lieta se io non mi veggio vendica [= vendicata] di ciò che fatto m’hai (Boccaccio); o seguito da complemento che indica una situazione: v. in ansiav. in ristrettezze. 2. Usato assol., per esprimere o sottintendere che sia realizzato il minimo almeno delle condizioni materiali e morali necessarie alla vita: hanno appena di che v.non è v. questo!; (e come risposta rassegnata: «Come stai?» «Si vive!»); lasciami v., lasciami tranquillo; non lasciar v. una persona, non darle requie; vivere e lasciar vivere, di chi fa i fatti suoi, senza esigere troppo dagli altri; un gran respiro per questo povero paese! ché non ci si poteva v. con lui (Manzoni). Con riferimento alla vita di relazione, ai rapporti che si hanno con gli altri: impara a v.!è una persona che sa vivere; e alludendo a larghe esperienze di vita e dei godimenti ch’essa può offrire: una persona che ha vissuto (in questo sign., con l’aus. avere). 3. Con un compl. dell’oggetto interno: v. una lunga vitauna vita tranquillauna vita di stenti; talvolta per indicare un’esperienza fortemente sentita: ha vissuto intensamente quelle ore di felicitàvisse momenti di angosciaricordavano le lotte che avevano vissute insieme. 4. estens. e fig. a. Con riferimento a una forma qualsiasi di sopravvivenza: chi ha bene operato, vive eterno nella stima e nella riconoscenza dei posterifisicamente ci ha lasciato, ma continuerà sempre a v. nel ricordo delle persone amateNon vive ei forse anche sotterra, quando Gli sarà muta l’armonia del giorno, Se può destarla con soavi cure Nella mente de’ suoi? (Foscolo). b. Durare, perdurare: quel ricordo vivrà sempre in mela sua memoria vive in noiun libro che vivrà, che resterà a lungo noto e apprezzato; avere forza e vigore: Qui vive la pietà quand’è ben morta (Dante); Che ’l desir vive, e la speranza è morta(Petrarca); essere animato, avere anima e vita: Vissero i fiori e l’erbe, Vissero i boschi un dì(Leopardi), secondo la mitologia classica. c. Viva!, esclamazione d’augurio, poi formula di acclamazione (v. viva!; e per le espressioni chi viva? e poi chi vive? da essa derivate v. anche chi vive?). d. Vive!, annotazione che si usa apporre sulle bozze di stampa per annullare una cancellatura o una correzione già apportata, per avvertire cioè che questa deve considerarsi non valida, e che il testo composto resta immutato. 5. Sostantivato al masch.: a. Il fatto di vivere (sinon. di vita): Se del mio viver Atropo Presso è a troncar lo stame (Parini); Sento gli avversi numi, e le secrete Cure che al viver tuo furon tempesta (Foscolo); più spesso, per indicare il modo di vivere: ti assicuro che non è un bel v. il mioe come può star bene in salute con quel v. che fa!; con riferimento non a singole persone, ma a una comunità: A così riposato, a così bello Viver di cittadini, a così fida Cittadinanza … Maria mi diè (Dante); considerata la qualità del vivere e de’ costumi di Toscana (Boccaccio); ove dorme il furor d’inclite geste E sien ministri al vivere civile L’opulenza e il tremore (Foscolo). Nell’uso ant. e poet., il fatto di continuare a vivere nella memoria dei posteri: E s’io al vero son timido amico, Temo di perder viver tra coloro Che questo tempo chiameranno antico (Dante). b. non com. Ciò che è necessario materialmente alla vita dell’uomo: il v. costa caro di questi tempila spesa del v. è notevolmente cresciuta (v. anche la forma del plur. viveri). ◆ Part. pres. vivènte, con valore chiaramente verbale, in espressioni come vivente Romolovivente ancora il padre, mentre Romolo, mentre il padre viveva; per l’uso come agg. e s. m., v. la voce. ◆ Part. pass. vissuto, anche come agg. e s. m. (v. la voce).

 

 

Beh insomma.. avete capito, no?

So che per ognuno di noi “vivere” ha un significato diverso, per non parlare delle persone di altre popolazioni, di altri culti, delle tribù africane per esempio.. che per certi versi invidio..perché vivono nella semplicità, ignare di tutta questa frenesia del mondo occidentale…

 

Avrei troppi pensieri da scrivere e non tengono il passo..le mie dita non tengono il passo..mi ci perdo dentro…la mente vaga..e improvvisamente si spegne per un rumore non gradito.

Voglio essere da sola con i miei pensieri.

Così come mi sono abituata a farlo.

Perché nessuno è stato capace di tirarmi fuori.

E lo so, sono la mia unica salvezza. Io. Nessun altro. Ma ci spero ancora.

Non sto cercando compassione. Non sto cercando belle parole. Sto cercando soluzioni. Risoluzioni. Proposte.

Che probabilmente, cortesemente rifiuterei, perché “non ti devi disturbare.. non voglio disturbare..scusami che mi hai visto così”…

 

Sono le 20.34… ora mi metto in pausa, e metto un film da guardare con Leo.. oggi l’ho fatto stare in camera sua tutto il pomeriggio.. non volevo che mi vedesse piangere e stare così male.. non volevo rispondergli..avevo bisogno di piangere un po’ per sfogarmi..e di scrivere in pace, per liberarmi ancora di più l’anima..

Ed ecco come sto concludendo queste righe…

Viva la libertà – jovanotti….. proprio. Cos’è la libertà?….

 

 

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